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21 February 2015 @ 11:33 pm
Elendínen, una storia inaspettata - Capitolo II, Foglie argentee  
Ed eccoci arrivati al secondo appuntamento! La storia inizia ad ingranare! Spero vi piaccia e ricordatevi che qualsiasi critica, sia essa positiva o meno, è ben accetta.
Qui potete ascoltare un sottofondo musicale.

Titolo: Elendínen, una storia inaspettata
Capitolo: 2 - Foglie argentee
Capitoli precedenti: 1

«Ciao, Sigrid! Posso entrare?»
La figlia maggiore di Bard mi guardò preoccupata e mi accolse in casa. Notai subito che qualcosa non andava.
C'era troppo silenzio.
«Dove sono gli ospiti?», chiesi senza indugiare oltre.
Fu Bain a rispondermi, mentre Sigrid tornava a coccolare la sorellina più piccola.
«Se ne sono andati! Non siamo riusciti a trattenerli!»
Questo era un problema. Mentre Bard cercava risposte in giro, i Nani avevano ben sfruttato il momento e la debole resistenza dei bambini per andarsene da soli e sbrigare i loro affari. Erano entrati in segreto, ma difficilmente sarebbero rimasti nascosti senza l'aiuto di qualcuno: dopotutto i nani erano ben noti per essere chiassosi e, dato il loro cospicuo numero, non si sarebbero di sicuro smentiti. Bastava attendere.
Per prima cosa tranquillizzai i ragazzi di Bard, dicendo loro che avevano fatto del loro meglio; cercai di mettere a letto Tilda, anche se fu difficile calmare il suo entusiasmo: nella sua ingenuità, credeva che l'arrivo di quegli estranei avrebbe portato loro fortuna ed era eccitata per aver conosciuto dei “nuovi amici”. Infine, quando l'ordine si ristabilì a casa dell'Arciere, decisi di andare a cercare i nuovi arrivati.
Erano trascorsi meno di due minuti di ricerca per le vie di Esgaroth, quando udii del chiasso provenire dalla direzione della casa del Governatore.
L'attesa era stata breve.
Appena giunsi al luogo, notai che i nani erano stati catturati dalle guardie e cercavano di convincere il Governatore a liberarli. La situazione non giocava certo a loro favore, visto che erano entrati ad Esgaroth clandestinamente.
Mi feci largo tra la folla che si era accalcata lì intorno e riuscii ad arrivare proprio dietro ai Naugrim. In quel momento il loro capo stava cercando di ottenere l'appoggio e la simpatia del popolo, dicendo di essere Thorin Scudodiquercia e proclamandosi come l'unico legittimo erede ad essere incoronato come Re sotto la Montagna e che, come tale, avrebbe reclamato la sua patria dal dominio di Smaug. I miei concittadini rimasero di stucco nel sentir pronunciare queste parole e cominciarono a ricordare i bei tempi in cui il benessere prosperava a Pontelagolungo grazie ai nani di Erebor e i loro pensieri si diressero verso la allora fiorente cittadina di Dale: sembravano più che disposti ad accogliere colui che si definiva Re, solo per avere una piccola chance che il passato potesse tornare a ripetersi. Ma una voce d'opposizione si levò da dietro di me ed avanzò tra gli astanti.
Era Bard.
«Come fate a non capire! Se i Nani di Erebor reclameranno la Montagna ed il suo tesoro, il fuoco del Drago si abbatterà sulla nostra città. Non riusciranno ad uccidere il Drago, ma lo faranno solo svegliare dal suo lungo letargo!»
«Mi risulta che fu Girion, un tuo antenato, a mancare il Drago. Freccia dopo freccia scagliò e tutte fallirono. Quindi non credo che tu possa avere voce in capitolo riguardo questa faccenda», ribatté pungente il Governatore.
«Non tutte fallirono», disse tra i denti Bard, molto piano, ma abbastanza forte in modo che io potessi sentirlo.
Evidentemente esasperato da questo scambio di battute, Thorin salì i gradini che formavano la scalinata davanti casa del Governatore, e da quel podio improvvisato così parlò:
«Se riusciremo nell'impresa, tutti... tutti condivideranno le ricchezze della Montagna! Avrete oro da ricostruire Esgaroth per dieci volte almeno!»
Il modo di esprimersi di Thorin ebbe la meglio. Catturò completamente il favore del popolo, che lo acclamò a gran voce. Era un leader naturale, come Bard del resto, ma la sua capacità oratoria era magnetica: avessi avuto la stessa mentalità e gli stessi bisogni della gente del Lago, anche io sarei di certo caduta in preda all'incantesimo.
Ma il popolo non fu l'unico che lo appoggiò. Al Governatore luccicarono gli occhi appena sentì nominare l'oro della Montagna, e inoltre poteva fare uno sgarbo a Bard ignorando il suo consiglio. Così, gli diede la sua benedizione, gli promise aiuti materiali e annunciò una festa per onorare gli illustri ospiti: potevano partecipare tutti a costo di versare una piccola donazione per finanziare l'impresa ovviamente.
L'irriverenza del Governatore fece innervosire Bard che si avvicinò a Thorin con fare intimidatorio. Istintivamente lo seguii e gli poggiai una mano sulla spalla, come per farlo stare un passo indietro e per ricordargli di non commettere mosse avventate.
«Non hai alcun diritto di entrare in quella Montagna!», esclamò Bard.
«Io sono l'unico ad averlo», fu la risposta secca di Thorin.
Quella gelida replica mi provocò un brivido nella schiena. Gli occhi di Thorin si avvidero della mia presenza e si posarono su di me con lo stesso fare minaccioso. Il suo sguardo era talmente intenso che non riuscii a sopportarlo oltre: mi voltai verso Bard e lo convinsi ad andare via. I due così si separarono, il discendente di Thror verso la casa del Governatore e quello di Girion dal lato opposto.
«Devi andare a quella festa. Devi diventare loro amica, scoprire più che puoi su tutti i loro piani. Convincerli che la loro impresa può rivelarsi fatale per Esgaroth. Ti prego, sei la nostra unica speranza!». Questa fu l'unica frase che Bard riuscì a pronunciare dopo quella ingiusta sconfitta.

Avevo le mani sudate per l'eccessivo nervosismo. Le immersi nella vasca di legno piena di acqua fresca: quel contatto mi fece rilassare i muscoli tesi e allora decisi di fare un bagno. Aggiunsi un po' di erbe aromatiche e il profumo riempì subito la piccola palafitta.
Dovevo restare calma, forse Bard esagerava. Continuavo a ripetermi che Bard si aggrappava troppo al passato e che cercava di riparare al danno del suo predecessore volendo a tutti i costi ritardare il risveglio del Drago. Sempre che Smaug si trovasse ancora all'interno della Montagna e fosse ancora vivo. E poi Thorin era della stirpe dei Durin, era un guerriero, avrebbe almeno cercato di sconfiggere il Drago... Ero consapevole delle fesserie che il mio monologo interiore stava producendo, ma dovevo cercare di rimanere serena: dovevo parlare con i Nani, forse avrei scoperto di più e magari avrei saputo consigliarli. Non potevo deludere Bard, aveva dato tanto per me: era arrivato il momento di ripagarlo.
Mi preparai per la festa indetta dal Governatore. Pensai di indossare qualcosa di diverso, di più appropriato. Non ero mai stata ad una festa così importante, questa era la prima che il Governatore promuoveva sin da quando ero giunta ad Esgaroth. Istintivamente aprii il baule posto sotto il letto e ne estrassi una veste. Era l'abito di mia madre, l'unico suo ricordo che possedevo. Era come se non l’avessi mai conosciuta, svanì quando ero troppo piccola per capire, come diceva mio padre. Ne ignoravo il nome, padre diceva che era meglio non conoscere i loro nomi, ma possedevo un vestito. Mio padre lo aveva conservato per me, affinché il suo ricordo vivesse su di me e in me.
Non l'avevo mai indossato e pensai che questa potesse essere l'occasione adatta per farlo. Dato che mio padre mi parlava raramente di lei e non mi aveva mai descritto il suo carattere, mi piaceva immaginarla come uno spirito guida e quindi pensai che quell'abito potesse trasferirmi un po' della sua saggezza. Era scarlatto di colore ed il corpetto ricamato di una trama di foglie e fiori argentei, e foglie del colore delle stelle erano sparse qua e là anche sulla gonna.
Intrecciai i miei lunghi capelli castani e fermai le ciocche sulla nuca con una spilla anch'essa a forma di foglia. Infine infilai al dito l'anello di mio padre che riportava uno stemma: un albero, un paio di fiori bianchi e dei puntini arancioni sparsi. Prima o poi sarei venuta a conoscenza del significato di quel gioiello.
Vestii l'abito, che scivolò e si adattò perfettamente alla mia corporatura. Non mi ero mai sentita bella, ma in quel momento mi sentii brillare come una stella. E sperai che quella stella mi avrebbe aiutata e mi avrebbe indicato la via migliore per salvare Esgaroth.

Nonostante avessi indossato un mantello, il freddo gelido penetrò fin dentro le ossa. Per fortuna ero quasi arrivata a destinazione e riuscivo a sentire una musica ovattata provenire dall'interno dell'abitazione del Governatore. La neve continuava a cadere senza conoscere sosta e mi affrettai a raggiungere le porte, che erano state spalancate per ricevere gli ospiti. Entrai e nell'antro trovai Alfrid, il tirapiedi, a sorvegliare l'ingresso chiuso al salone.
«Buonasera, Dama Erewen. Mi sembrate un uccellino sperduto senza il vostro educatore Bard. Anzi mi chiedevo quando sareste apparsi, ma vedo che il pastore ha mandato solo una sua pecorella: venite a spiarci tutta sola? Bard non aveva il fegato di accompagnarvi?»
«Sono venuta qui unicamente per onorare i nostri illustri ospiti, non per sentire le tue baggianate. Dunque prendi questo mio contributo alla spedizione e fammi passare», ribattei porgendogli un sacchettino di velluto verde contenente delle monete. Sicuramente meno dell'effettiva metà sarebbe realmente andata ai nani.
Alfrid aprì la porta che dava sull'enorme salotto borbottando e malvolentieri, chiaramente infastidito dalla mia risposta. Appena misi piede nella sala, un'ondata di calore mi investì e colorì le mie guance di rosso: il fuoco, la musica coinvolgente, le risate piene dei nani e l'allegria generale mi riscaldarono dal freddo che il clima e le preoccupazioni avevano causato. Mi tolsi il mantello, lo appesi all'attaccapanni e mi guardai intorno: c'era poca gente, non molti potevano permettersi sussidi finanziari, ma i nani erano molto festosi e animavano la festa. Erano stati ripuliti e ben vestiti, e Thorin adesso sembrava veramente un re: se ne stava ritto in un angolo, ad osservare compiaciuto i membri della sua compagnia che chiacchieravano rumorosamente, come se avessero dimenticato il loro obiettivo finale. Solo uno di loro sembrava giù di morale: era pallido in volto e sembrava soffrire per un qualche dolore fisico. Pensai di puntare su di lui, di avvicinarmi e di chiedergli se andava tutto bene, ma appena mi addentrai nella sala, molti di loro, compreso il leader, mi fissarono e alcuni fecero come per nascondersi il volto. Non riuscii a spiegarmi il motivo e pensai che questo comportamento fosse dettato dal fatto che ero l'unica donna presente. Per fortuna annunciarono che la cena era servita e ci tolsero tutti dall'imbarazzo.
Prendemmo posto a tavola e cercai di sedermi accanto a quel nano, che visto da vicino sembrava anche il più giovane della compagnia. Riuscii nell'intento: alla mia sinistra vi era lui, a destra era seduto quel qualcosa che Bard non aveva saputo riconoscere. Non era di sicuro un nano, anche se la statura era simile, non aveva la barba e, visto che era scalzo, notai che aveva i piedi villosi. Apparteneva ad un popolo che non conoscevo e mi ripromisi di scoprire qualcosa anche su di lui.
Durante la cena, il nano giovane di tanto in tanto si fermava in preda ad attacchi di dolore: stava davvero male.
«Posso aiutarti? Non sembri stare bene. Ti prego, dimmi cosa posso fare per te», gli dissi appoggiandogli una mano sul braccio per confortarlo ed attirare la sua attenzione.
«Sto bene, non ho bisogno di aiuto», mi rispose. Poi mi guardò e mi sorrise: «Ti manda Tauriel? Sei qui per riportarmi indietro?»
Scossi la testa e stavo per ribattere, ma lui, rabbuiandosi, mi anticipò e continuò a parlare:
«Allora il figlio del re ti ha incaricato di portarci di nuovo da suo padre, non è vero?»
Stava delirando.
«Non mi farò rinchiudere di nuovo... Penso che andrò a riposarmi...»
Detto ciò, si alzò da tavola e un nano dalla barba bionda lo accompagnò; Thorin lanciò loro uno sguardo pieno di apprensione.
«Sei un elfo?»
Qualcuno aveva parlato. Mi resi conto che era il compagno che avevo alla destra.
«Credo che in sostanza Kili si stesse chiedendo questo», continuò catturando la mia attenzione.
«Non sono un elfo, sono semplicemente... beh, sono una di qui»
Come avevano potuto scambiarmi per un elfo? Troppo bassa, nessuna traccia di algida bellezza e niente orecchie a punta.
«Lo immaginavo! Anche se i miei amici ne erano convinti»
«Mi dispiace deludervi. Comunque, perché mai dovrei rinchiudervi? Non sono riuscita a seguire il discorso del tuo amico»
«Abbiamo avuto un piccolo dissidio con gli elfi di Bosco Atro e Kili credeva che tu fossi una di loro. Come avrai capito, sta male e non riesce a spiegarsi bene»
Bosco Atro. Stentavo a credere alle mie orecchie. Cinque anni fa desideravo disperatamente trovare una via per il Bosco Fronzuto, e adesso ero lì a parlare con qualcuno che era evidentemente scappato dalle prigioni del re. Questa faccenda aveva un certo senso dell'umorismo.
«Capisco. Spero si rimetterà presto. Dimenticavo, non ci siamo presentati, mi chiamo Erewen e vivo qui a Pontelagolungo»
«Il mio nome è Bilbo Baggins, sono uno Hobbit della Contea», disse presentandosi con un sorriso tanto affabile. Poi continuò: «Oggi ti ho visto, accanto a Bard. Siete amici?»
«Sì, una dei pochi. A volte può sembrare brusco e scontroso, ma è una brava persona. Desidera il meglio per questa città ed è preoccupato per la vostra spedizione. È un padre di famiglia e vuole solo proteggerla: è l'unica cosa che gli resta e teme che il Drago possa portargliela via»
«Anche lui», disse sottovoce e indicandomi Thorin, «ha buone intenzioni ed è una brava persona, ma i loro caratteri si sono scontrati: sono troppo ostinati per andare d'accordo. Se ti consola, condivido la stessa preoccupazione di Bard»
«Non puoi convincerlo a rinunciare? O a chiedere aiuto?»
«Quando si tratta di Erebor non ascolta nessuno. Troppo a lungo ha desiderato tornare nelle sue preziose sale e non vi rinuncerà per questa piccola preoccupazione. E se la vedi dalla sua prospettiva, non ha tutti i torti»
Dovevo deludere Bard, Bilbo aveva ragione. Del resto come potevo convincere uno sconosciuto a desistere da un'impresa così a lungo pianificata?
«Vorrei tanto potervi aiutare, ma non credo che Thorin mi lascerebbe partire con voi...», poi mi ricordai di quelle parole che Bard aveva pronunciato piano, «però ho un consiglio che potrebbe servirti».
Bilbo mi guardò interessato e mi invitò a continuare
«Il Governatore oggi ha menzionato l'episodio di Girion. Ed è vero, lui tentò di uccidere il drago con le Frecce Nere, ma quello che il Governatore ignora è che una andò a segno. Quindi se mai ti dovessi trovare faccia a faccia con Smaug, spero vivamente che ciò non accada mai, ricordati che le sue scaglie sul cuore sono state compromesse. Spero possa servirti».  
Bilbo mi ringraziò di cuore. Forse questa discussione non era stata poi tanto inutile.
«Ma dimmi, non conosco gli Hobbit, vorrei sapere qualcosa su di voi. E la Contea, dov'è? Potresti descrivermela?», alla fine la curiosità aveva prevalso.

Conversare con Bilbo era piacevole; mi parlò della sua Contea, di come gli mancasse la sua casa sotto il colle e, inevitabilmente, di come aveva preso parte a quella avventura. Era un tipetto loquace e da lui seppi quasi tutto. Anche finita la cena continuammo a parlare, mentre i nani, ballavano e cantavano sotto gli effetti del buon vino servito a tavola. Mi aveva parlato anche degli elfi di Imladris, e mi segnai il nome di questa valle in caso di fallimento a Bosco Atro. Notavo che ometteva molte cose dal racconto e che quando lo faceva, lanciava un'occhiatina a Thorin. Stava per raccontarmi la loro avventura a Bosco Atro, quando Thorin si avvicinò. Forse aveva intuito che Bilbo stava per straparlare e ci interruppe. Lo prese di lato, ignorandomi, e gli parlò ad alta voce, senza tentare di nascondere ciò che aveva da dire.
«Questa faccenda puzza di elfo. Non mi piace, fai attenzione a ciò che dici».
Non udii la risposta dello Hobbit, ma vidi che spinse Thorin verso di me.
«Thorin, lei è Erewen. È una brava donna e sembra anche valorosa. Si è anche proposta di aiutarci nella nostra impresa. Una mano in più potrebbe servire»
«Sono onorata di fare la vostra conoscenza. Quello che afferma mastro Baggins è vero: so combattere e mi piacerebbe esservi di aiuto», dissi tendendogli la mano.
Lui la strinse, appositamente forte, e replicò:
«Erewen, con la Montagna Solitaria hai in comune solo una parte del nome. Non credo tu abbia visto un campo di battaglia in vita tua, sei troppo giovane e mi porto già dietro bagagli inutili. La tua presenza creerebbe solo fastidio e non ho bisogno dell'aiuto di una dama di compagnia. Va a riferire ai tuoi amici, elfi o uomini che siano, che Thorin Scudodiquercia entrerà da solo ad Erebor e sfiderà il Drago con la sua ascia. Ti manderò uno dei suoi artigli come ricordino»
Si girò e andò a sedersi sulla poltrona che aveva occupato prima.
Per tutta risposta, mi sfilai la spilla che avevo tra i capelli, e senza prendere la mira, la lanciai verso la sua poltrona: la spilla a forma di foglia sibilò nell'aria e andò a conficcarsi nel bracciolo destro, ad un centimetro dalla sua mano.
Thorin mi guardò sorpreso, incredulo di ciò che era appena accaduto.
Con un sorriso di soddisfazione girai i tacchi e mi diressi verso l'attaccapanni per prendere il mio mantello. Bilbo mi venne dietro.
«Mi dispiace», disse.
«Anche a me».
Lo abbracciai, gli augurai buona fortuna e uscii da quel posto nel quale l'aria stava diventando stantia.

Dama di compagnia a chi? Ero talmente furiosa da non riuscire a sentire i fiocchi di neve sul viso. Troppo giovane: se solo avesse saputo!
Peggio per lui.
Era peggio più per noi, che per lui.
Ripensai all'episodio della spilla. Cosa mi era saltato in testa? Potevo ferirlo! Per fortuna avevo un istinto innato e anche se non avevo mirato, era andata bene. Peccato però per la spilla, anche quella era di mia madre. E ormai era persa per sempre, arenata in una delle costose poltrone del Governatore.
Senza pensare a dove stavo andando, mi ritrovai davanti casa di Bard. Bussai piano alla sua porta, chiamandolo sottovoce: non volevo svegliare i suoi figli, o lui in caso stesse dormendo.
La porta si aprii poco dopo: dai suoi vestiti e dalla sua faccia dedussi che non stava dormendo.
Mi fece entrare e solo allora, sentendo il calore del camino, mi accorsi di come in realtà mi ero infreddolita. Mi sfilai il mantello umido e mi avvicinai alla fonte di calore.
«Ery, sei proprio tu?», disse Bard con uno strano tono di voce.
«Dai, Bard, non fare scherzi! Hai bevuto? Certo che sono io!»
«Scusa, ma quel vestito... Cielo, sono senza parole»
Stavo cominciando a pentirmi di aver indossato quell'abito: prima mi avevano scambiato per un elfo, adesso Bard mi riempiva di complimenti.
«Ehm, grazie?»
Bard si rese conto dell'imbarazzo e per rimediare, versò del vino in due bicchieri e avvicinò due sedie al fuoco. Poi mi invitò a raccontargli cosa era accaduto e tutto tornò come prima.
«Mi dispiace averti deluso. Ho fatto il possibile. Thorin è troppo pieno di sé e caparbio come una roccia per accettare aiuto da parte nostra»
«Non mi hai deluso, Ery! Noi abbiamo tentato tutte le strade possibili per evitare l'inevitabile. Adesso non ci resta altro che prepararci al peggio»
Seguì un attimo di silenzio. Poi lui lo spezzò.
«Davvero hai tirato una spilla contro Thorin? Quanto avrei voluto vedere la sua reazione»
Cercai di imitarla nel modo più realistico possibile e Bard proruppe in una fragorosa risata.
La sua ilarità fu contagiosa. Forse avevo bevuto troppo vino.    
 
 
 
Lady d'Arbanvillelacrimadargento on February 22nd, 2015 03:11 am (UTC)
Piiiii, ma sbaglio o si sta formando una coppia? Tu e Bard, Bard e tu......mah, non me la racconti giusta. Io comunque preferisco sempre Thorin ♥ Mi raccomando, almeno tu evita di farlo morire!! ;)
Lady Turnerlady_turner on February 22nd, 2015 05:49 pm (UTC)
E' ancora tutta da vedere, è troppo presto per formare delle coppie! Comunque sembra che la coppia Ery/Bard stia diventando abbastanza gettonata! XD
Non posso esprimermi su Thorin: segui la storia e vedrai! ;)
Sofia: ☀ following the heartlines on your handtturners on February 22nd, 2015 10:38 am (UTC)
Aw ma Bard è troppo un cuoricino ♥ Lo adoro sempre di più — se possibile!
Mi piace come sta proseguendo la vicenda e come nello stesso tempo il mistero della famiglia di Ery provochi più curiosità a mano a mano che si aggiungono dei pezzi al puzzle. Hai, inoltre, dipinto i "nuovi" personaggi in maniera eccellente, *sono* loro!
Chissà come prosegue! ;)
Lady Turner: Legolas Greenleaflady_turner on February 22nd, 2015 05:54 pm (UTC)
Ma Bard ha proprio un funclub! XD In effetti, sotto la scorza da uomo rude, l'ho sempre trovato "coccoloso"! :P
La storia del passato di Ery è ingarbugliata anche nella mia mente e spero che riuscirò a districarla bene tra i vari capitoli!
Mi fa piacere sapere che sono in un certo senso riuscita a dipingere i personaggi originali con le loro effettive caratteristiche: proprio qui temevo di fallire!
Grazie per l'interesse! (:
Sofia: ☛ you're my pride and joytturners on February 26th, 2015 12:45 pm (UTC)
Si, esattamente! Io ovviamente parlo in base ai film, ma scommetto che abbia sempre avuto il suo seguito di ammiratrici, hehe :] I duri dal cuore tenero hanno un gran fascino awawaww. ♥
Sicuramente riuscirai a spiegare benissimo la storia di Ery, e yep, hai fatto un buon lavoro con i personaggi! (Ho qualche presentimento sul fatto che vedremo anche Thorin sciogliersi un po’ e non vedo l'ora).

Figurati, alla prossima!
Lady Turnerlady_turner on February 26th, 2015 05:37 pm (UTC)
Forse su Thorin hai ragione! Su certe cose sono molto prevedibile! ;)

Spero di riuscire ad aggiornare presto! Il terzo capitolo è già in fase di stesura! :D
Sofia: ✿ with an ocean in the waytturners on February 26th, 2015 05:41 pm (UTC)
ATTENDO CON ANSIA QUEL MOMENTO, AW ♥

Awww, fantastico *-*
(Anonymous) on July 29th, 2015 07:17 pm (UTC)
Capitolo 2
E così si entra maggiormente nel vivo della storia... Thorin che incanta la folla col suo discorso su oro e ricchezze, Bard che cerca di mettere in guardia i suoi concittadini, e Erewen in mezzo. Ancora non si sa chi lei sia in realtà, un mistero circonda la sua origine, ma non dubito che pian piano verrà svelato, e sarà una grossa sorpresa, ne sono sicura.
La scena della festa è azzeccatissima, un vero missing moment del film. Bilbo e Thorin sono perfetti. E il lancio della spilla WOW Fossi stata Thorin sarei saltata sulla sedia ahahaha!
Già caro il mio principe Nano, "dama di compagnia a CHI???" Mai giudicare dalle apparenze... e avrai modo di accorgertene, lo so!
Scena finale "intima" con Bard, molto bella; se ci sia del tenero tra loro o meno non saprei dire, ma di certo c'è dell'affetto tra loro, e si vede.
A presto!
Lady Angel
Lady Turner: Thorin Oakenshieldlady_turner on July 29th, 2015 09:17 pm (UTC)
Re: Capitolo 2
Purtroppo la ricerca di Erewen viene sempre interrotta da questi strani eventi che sembrano piombarle addosso, ma piano piano si va scoprendo che non tutto accade per caso.
Sulla scena della festa, hai ragione: mi sarebbe tanto piaciuto vederla nel film! E sono contenta che ti sia piaciuto l'episodio della spilla: Thorin se l'è proprio cercata! XD
Tra Bard ed Erewen vi è un forte legame, ma starà a te scoprire la natura di questo affetto, non voglio spoilerarti troppo! :)
Grazie mille per aver commentato! A presto! ♥